Pointe du Raz, sulla punta della Bretagna

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Pointe du Raz, la punta d'Europa © Andrea Lessona

Pointe du Raz, la punta d'Europa © Andrea Lessona

Il mar d’Iroise sfregia d’onde la Pointe du Raz. In piedi sulla punta della Bretagna lo guardo incidere le rocce mentre respiro la bellezza violenta della Francia occidentale.

Poi, dopo essere stato rapito dal vento dell’Atlantico e restituito a me in un attimo infinito, riprendo la via del parcheggio. E’ lì che sono arrivato dal comune di Plogoff nel dipartimento del Finistère.

Invece di salire sulla navetta elettrica che parte dal Centro, ho seguito il percorso a piedi delimitato dai segnali, ho camminato lungo i faraglioni su cui volano liberi i gabbiani. E sono arrivato qui: settanta metri sul livello dell’oceano.

Volevo vedere dalla costa ciò che ieri ho attraversato col traghetto: gli otto chilometri d’acqua che dividono l’Isola di Sein da Pointe du Raz. Un tratto pericoloso che i marinai affrontano pregando: “Soccorrimi, o Dio, al Raz: la mia nave è così piccola e il mare è così immenso”.

Lo ricorda anche la statua della Madonna davanti alla quale mi sono inginocchiato prima. E’ intitolata a Notre-Dame-des-Naufrages (Nostra Signora dei Naufragi). E’ stata messa qui nel 1904, viso dolce a rammentare che la fede può vincere l’oblio mortale della corrente.

Lì vicino c’è il Semaforo di Pointe du Raz: il sito della Marina Nazionale Francese è stato costruito nel 1838 ed è in funzione ventiquattro ore su ventiquattro. E’ deputato alla osservazione meteorologica. Durante l’occupazione nazista della Francia era usato dalla Luftwaffe per monitorare le coste.

L’altro faro, quello quadrato dell’Île de la Vieille, si trova su uno sperone di roccia nel mare, lì davanti. Venne acceso nel 1887 ma sino al 1995 quando fu automatizzato, uomini coraggiosi attraversavano il fazzoletto d’acqua da Point du Raz all’isolotto per tenerlo vivo e garantire luce e speranza ai naviganti.

Oggi è una delle attrattive principali della Punta d’Europa, forse la più fotografata dall’oltre milione di persone che ogni anno vengono qui a godere della bellezza selvaggia del Grand Site National (importante sito nazionale) di Francia, e patrimonio dell’Unesco.

Tutti attenti a rispettare la zona, protetta dal 1996 per tutelare le colonie di volatili che vivono e nidificano. Anche per questo il Centro vicino al parcheggio, oltre ai negozi che vendono ninnoli e cartoline – le più richieste della Bretagna – ospita una mostra interattiva.

Grazie a pannelli touch screen viene spiegata la storia e l’evoluzione della zona dal Neolitico – periodo cui risalgono le prime tracce di occupazione – sino ai giorni nostri. Giorni moderni quando la bellezza estrema di Pointe du Raz non è negata, ma favorita.

Sia per gli escursionisti che possono percorrere a piedi il sentiero in sicurezza lungo il bordo delle falesie, sia per i surfisti che raggiungendo la Baie des Trépassés (Baia dei Trapassati) possono cavalcare le onde.

Forse è lì, nell’estremo violento della Natura, che Victor Hugo e Gustave Flaubert si innamorarono di questo posto e ne fecero un luogo dell’Anima da raccontare, immortalandolo.

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