Orologio astronomico di Strasburgo, tempo antico

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Orologio astronomico di Strasburgo

Le statue degli apostoli passano davanti a Gesù che benedice i presenti. Il gallo sbatte le ali e canta tre volte. L’orologio astronomico di Strasburgo ha appena battuto il mezzogiorno. Come sempre.

Lo sguardo incredulo all’insù, guardo questo meccanismo perfetto segnare un tempo antico quando il tempo era maestria, apriva dimensioni impensabili e si raccontava attraversa storie che oggi sono storia.

Realizzato nel Rinascimento, l’orologio astronomico di Strasburgo era considerato per l’epoca una delle sette meraviglie della Germania. Ancora oggi si trova nella cattedrale della città diventata francese.

La sua attuale foggia, le figure e gli ingranaggi sono il lavoro di secoli diversi in cui mani abili hanno realizzato un unicum, epigono dell’orologio dei Re Magi costruito tra il 1352 e il 1354. Irrimediabilmente rotto nel 1547, si decise di costruirne un altro.

Quello che ho di fronte è l’esito finale di lavoro iniziati e interrotti, di lungaggini e ritardi che videro la loro fine nel 1838 quando Jean Baptiste Schwilgué (1776-1856) iniziò a restaurare l’orologio astronomico di Strasburgo e lo terminò nel 1842.

La cassa della struttura è alta 18 metri e si appoggia su un basamento di quattro metri, largo sette metri e trenta centimetri. Grazie alla scala a chiocciola vicina, si può raggiungere il quadrante esterno e la torre dentro cui scorrono i cinque pesi.

L’enorme quadrante dell’orologio astronomico di Strasburgo ha lancette argentate che segnano l’ora ufficiale e quelle dorate che indicano il tempo locale – in ritardo di circa mezz’ora. A loro sono sincronizzate le sonerie dei personaggi meccanici.

A scandire il primo quarto d’ora c’è un putto alato. Per il secondo c’è un fanciullo adolescente. Per il terzo, un adulto. E per il quarto un uomo anziano. Simboli evidenti delle quattro età della vita.

Ognuno passa davanti alla morte rappresentata da uno scheletro: in una mano la falce, nell’altra il battaglio con cui batte le ore senza fermarsi mai. Dopo i rintocchi dell’orologio astronomico di Strasburgo, un putto alato diverso rovescia la clessidra.

A rappresentare le settimane, ci sono invece le divinità: Apollo la domenica, Diana il lunedì, Marte il martedì, Mercurio il mercoledì, Giove il giovedì, Venere il venerdì e Saturno il sabato. L’anno è descritto da un calendario perpetuo a forma di anello con i mesi, i giorni e i rispettivi santi, le feste fisse e mobili.

L’orologio astronomico ha anche un globo celeste con più di cinque mila stelle e i movimenti della volta celeste intorno alla Terra ferma al centro. Le pitture sono state realizzate da Tobias Stimmer col fratello Josias.

Il meccanismo è specchio esaustivo dell’astronomia del Cinquecento e dell’abilità creativa di metà Ottocento. Ogni settimana viene ricaricato: è il tempo che impiegano i pesi per ridiscendere nella loro posizione originale. E regalare meraviglia ai presenti.

Per approfondire:
Wikipedia

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