I fari spenti della Bretagna

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Un faro spento della Bretagna

Un faro spento della Bretagna

Il cielo e le onde dell’Atlantico sono un solo livido grigio. Ogni tanto, guardando verso la Bretagna, intuisci alzarsi dalla costa un faro spento.

E lì a ricordare un tempo lontano in cui la sua luce era speranza e salvezza: oggi è solo un ricordo che si sgretola nell’incuria e nella pioggia spessa.

Una volta attraccato, te ne rendi conto camminando lungo i sentieri spazzati dal vento che portano alle vecchie costruzioni.

L’intonaco cade tra l’erba alta e incolta, le mura sono ferite da ampie buche in cui qualcuno ha lasciato lattine vuote e carta schiacciata di merendine.

Anni addietro i custodi si prendevano cura delle loro casa. Adesso non ci sono che uccelli a zampettare sul piazzale, intenti a rubarsi i resti dei turisti.

Il vecchio personale è stato licenziato, la maggior parte dei fari abbandonati a un destino crudele: morire nell’oscurità.

Cap Frehel, Bretagna © Khrawlings

Cap Frehel, Bretagna © Khrawlings

Eppure c’è qualcuno che non si vuole arrendere. Marc Pointud, fondatore della Società Nazionale per il Patrimonio dei Fari sostiene che la loro scomparsa sia un atto di inciviltà.

“Le torri luminose nutrono l’immaginazione: la loro storia ci porta in una dimensione epica che appartiene alle grandi leggende”, ha scritto l’esperto.

E ha aggiunto: “Sono il simbolo della presenza dell’uomo in mare. E nei secoli hanno fatto sognare le persone”.

Molti di quegli edifici che vuole salvare sono già stati convertiti alla modernità come Armen, La Jument and Kéréon: tutti automatizzati e senza più personale.

“E’ sempre e solo una questione di denaro – ha confidato Pointud all’Herald Tribune -. Per certa gente sono come dei semafori e non parte del nostro patrimonio”.

E pensare che la Francia ha ancora un Dipartimento dei Fari nel suo ministero delle Infrastrutture. Secondo dati non confermati sarebbero circa 150 sparsi sul territorio.

E tra i più famosi c’è quello di Eckmühl. E’ stato costruito nel 1890 con un lascito della figlia di uno degli ufficiali di Napoleone: che aveva ottenuto una considerevole somma come ricompensa per il sangue versato dal padre.

Oggi Philippe Genty, che dirige il dipartimento della zona, ha a disposizione 239 mila dollari per riportarlo all’antico splendore e non farlo crollare.

“Ma se nei prossimi 50 anni – ha detto Genty – non li renderemo stabili, i fari cadranno tutti in mare”.

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