Honfleur, Francia impressionista

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Honfleur, Francia

Honfleur, Francia

Riflessa nel suo porto, Honfleur è un quadro impressionista da vivere con l’anima. In piedi sulla banchina, guardo le case a graticcio e le barche di questa cittadina della Bassa Normandia striare le acque blu cielo della Senna.

È qui, sulla riva meridionale dell’estuario del grande fiume, che il piccolo centro conserva la sua magia originata intorno all’anno mille quando vennero innalzati i primi edifici di pescatori e contadini.

Oggi, Honfleur si trova nel dipartimento del Calvados. Ed è una delle cittadine più affascinanti della Normandia e della Francia tutta. Prima di arrivare qui, ne ho attraversato le vie e la storia.

Ho camminato le vie fiorite del quartiere Sainte-Catherine dove si trova la chiesa omonima: è imponente e tutta in legno. Guardandone il tetto, ho pensato fosse lo scafo rovesciato di una nave.

Poi, ho proseguito il mio viaggio alla scoperta di Honfleur sulla rue Alphonse Allais dove si trova il museo dedicato a Eugène Boudin. Precursore dell’Impressionismo, fu uno dei primi a spostare il cavalletto dallo studio all’aria aperta.

Proprio davanti alla struttura museale, ho imboccato le scale che portano alla via Haute fino alle Maison Satie: è una sorta di percorso scenografico e musicale per scoprire il compositore Erik Satie, originario di qui.

Dopo ho raggiunto il Naturospace di Honfleur: su una superficie di 800 metri quadrati a 28 gradi tutto l’anno, si distende la più grande serra di farfalle tropicali della Francia. Si tratta di una vera e propria foresta popolata da migliaia di esseri variopinti e svolazzanti.

Poco oltre c’è il museo d’Alphonse, il più piccolo della stato francese. Tra le sue pareti si trova una collezione di invenzioni e oggetti strani: i tappi di cera neri per le orecchie per persone in lutto che vogliono silenzio, l’amido blu, bianco e rosso per irrigidire la bandiera transalpina.

E poi ancora altre stranezze che rendono unico questo luogo particolare di Honfleur: la macchina che trasforma in non potabile l’acqua potabile, la macchina per realizzare i fondi di cassetto e il cranio di Voltaire a 17 anni.

Facendomi guidare dall’istinto sono entrato e uscito da infinite gallerie d’arte e i musei come quello di etnografica che si trova in un edificio tipico del XVI secolo e all’epoca adibito a prigione.

È dedicato agli stili di vita di Honfleur con un allestimento specifico in ognuna delle sue nove sale: il negozio del mercante, la bottega del tessitore, la sala del borghese, la camera della giovane donna.

Per ultimo ho visitato il museo della Marina. Allestito dentro una chiesa, mette in mostra oggetti, modelli e documenti legati alla storia marittima della cittadina durante il XVIII e il XIX secolo.

Poi, dopo aver girato tutto il giorno sono arrivato qui dove mi trovo ora. Qui, in piedi sulla banchina, dove, riflessa nel suo porto, Honfleur è un quadro impressionista da vivere con l’anima.

Per approfondire:
Wikipedia

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