Storia

La presenza umana sul territorio dell’attuale Francia risale al Paleolitico inferiore. Uno dei siti più antichi (1.800.000 anni fa), contestato da alcuni autori, è il sito di Chilhac (Alta Loira). Il territorio francese presenta un numero significativo di grotte decorate del Paleolitico superiore, di cui la più famosa è probabilmente Lascaux (Dordogna, 15.000 anni fa). A partire da circa 7.000 anni fa, tutta la regione entra nel Neolitico, il più antico villaggio noto fu il sito di Courthézon (Vaucluse), datato 4560 a.C.
Vercingetorige al cospetto di Cesare.

Arrivati in Francia intorno al 900 a.C. i Celti (Galli) ne occuparono gran parte del territorio verso il III secolo a.C. Nel 680 a.C. circa la costa mediterranea vide l’arrivo dei primi coloni greci, con la fondazione di una colonia presso Antibes.

La regione più meridionale della Gallia passò sotto la dominazione romana nel 125 a.C. (Gallia Narbonense), e successivamente il resto del territorio nel 51 a.C., dopo la guerra di Gallia. Sotto l’Impero romano, si sviluppò una civiltà gallo-romana prospera, portando alla Francia una base di cultura latina e, indirettamente, alla successiva cristianizzazione, che si verifica lentamente tra il II e il VI secolo.

Dopo la caduta dell’impero romano la Gallia fu occupata da varie popolazioni germaniche: gli Alemanni a nord, i Burgundi nel sud-est (da cui deriva il nome della regione della Borgogna) e soprattutto i Franchi che presero il sopravvento sulle altre popolazioni del Paese ed espansero ulteriormente i loro domini.

Gran parte delle regioni che costituiscono l’attuale Francia vennero unite sotto Clodoveo (dinastia merovingia), nel 507. A partire dalla metà del VIII secolo Pipino il Breve, divenne il primo re dei Franchi non merovingio. Il regno si estende considerevolmente, e venne eretto a Impero durante il regno di suo figlio Carlo Magno. Dopo la morte del figlio di Carlo Magno, Ludovico il Pio, l’autorità centrale crollò rapidamente.

Con il giuramento di Strasburgo dell’842 e il trattato di Verdun dell’843 l’impero verrà diviso in tre parti: la Francia orientalis (a est), la Francia occidentalis (a ovest), e fra le due l’effimero regno di Lotario I. La parte orientale corrispondeva a ciò che più tardi sarebbe divenuto il Sacro Romano Impero e la parte occidentale alla Francia. Il giuramento di Strasburgo è stato spesso presentato come l’atto fondatore della Francia (e Germania).

I discendenti di Carlo Magno – i Carolingi – mantennero una simbolica influenza sui territori che grosso modo corrispondono alla Francia fino al 987, quando Ugo Capeto, iniziatore della dinastia dei Capetingi, duca di Francia e conte di Parigi, venne incoronato re. I suoi discendenti governarono fino al 1792, quando, con la rivoluzione Francese, il Paese si diede una forma di governo repubblicana, deponendo Luigi XVI.

I primi re della dinastia estesero progressivamente il dominio reale rafforzando il regno franco malgrado l’opposizione dei Plantageneti, che si materializzò con la guerra dei cent’anni. Ma fu solo verso la fine del XII secolo, con Filippo Augusto, che l’autorità dei re franchi riuscì ad estendersi, per la terza volta in un millennio, dai Pirenei al canale della Manica.

E fu in questo momento che si iniziò ad utilizzare il termine regno di Francia, che acquisisce un peso paragonabile a quella d’Inghilterra o del Sacro Romano Impero. Gli ultimi secoli del Medioevo, segnato dalla crisi della guerra dei cent’anni e dalla peste nera, in ultima analisi, rafforzarono l’autorità reale, che diventò innegabile nel XV secolo, con Luigi XI.

Nel tardo Medioevo i re cattolici di Spagna e possedimenti degli Asburgo si unirono dando vita all’impero di Carlo V. Francesco I e suo figlio Enrico II lottarono contro questo nuovo potere alternando successi a battute d’arresto. Ma sarà solo con Enrico IV e Luigi XIII e il suo ministro Richelieu, che la preponderanza spagnola verrà messa in discussione a vantaggio della Francia.

Sul fronte del dominio coloniale, nonostante le iniziali espansioni portate in America con la spedizione di Jacques Cartier sotto Francesco I, e gli insediamenti nel mar dei Caraibi, Louisiana, e Senegal sotto Luigi XIV, la mancanza di determinazione di Luigi XV farà pendere l’ago della bilancia in favore dell’Inghilterra in India e in Canada. Un altro esponente dell’assolutismo francese fu Luigi XIV, ovvero il “Re Sole”.

Le difficoltà finanziarie, il rifiuto alle riforme e l’impazienza del popolo portarono alla rivoluzione francese, dal 1789 al 1799. Questo episodio, pietra miliare nella costruzione della storia nazionale francese, vide sorgere la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 e la promozione degli ideali di libertà, di uguaglianza e fraternità.

La Rivoluzione si svolse in più fasi, iniziando con una prova di Monarchia costituzionale, con la riunione dell’Assemblea generale, la presa della Bastiglia il 14 luglio 1789, sconvolgimenti politici e sociali, e la caduta della monarchia il 10 agosto 1792. Ebbe così origine la Prima repubblica francese. Al tempo della Rivoluzione francese, vi furono una serie di conflitti civili che videro la popolazione della Vandea e di altri dipartimenti vicini insorgere contro il governo rivoluzionario.

Nel 1799, Napoleone Bonaparte prese il potere, prima in ambito repubblicano come Primo Console, poi instaurando il Primo impero francese, con la sua nomina ad imperatore (1804). Le sue armate combatterono e vinsero nei grandi teatri di guerra europei, assoggettando ampi territori e interi Stati e fondando nuovi regni, alcuni dei quali governati dai familiari di Napoleone. A seguito della sua sconfitta a Waterloo nel 1815, in Francia venne restaurata la monarchia (Restaurazione francese), che terminò formalmente nel 1830 con un nuovo regime monarchico detto monarchia di luglio, il quale fu abolito legislativamente nel 1848, lasciando il posto alla Seconda Repubblica francese.

Il 2 dicembre 1851 il Presidente della Repubblica, Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone, organizzò un colpo di stato. Il 4 gennaio 1852 venne proclamato imperatore con il nome di Napoleone III. Moriva la Seconda Repubblica francese, e nasceva il Secondo Impero.

Inizialmente il paese visse un’importante fase di industrializzazione, guidato da una politica liberale in campo economico, basata su una forte struttura capitalistica (banche, imprese ferroviarie e marittime, tessili e industrie pesanti, grandi magazzini, ecc,). Napoleone III si assicurò la fiducia nel Regno Unito (Guerra di Crimea), aumentò l’influenza della Francia in Medio Oriente, e le sue azioni in Italia contro l’Austria permisero l’annessione delle regioni piemontesi della Savoia e di Nizza.

Ma gravi battute d’arresto offuscarono notevolmente l’immagine del regime e lotta contro la Prussia di fatto ne precipitò la caduta. Nel 1870 dopo la sconfitta di Sedan, e la perdita di Alsazia e Lorena aumentarono il risentimento nazionale. Altro fatto significativo riguardava il fronte demografico, la Francia non era più il paese più popoloso d’Europa, come prima della Rivoluzione francese, ma si vedeva oramai sopravanzato dalla popolazione tedesca.
La Terza Repubblica e la Liberazione del 1945

La guerra franco-prussiana del 1870 portò alla caduta del Secondo Impero e al ritorno della Repubblica. Sotto la Terza Repubblica la Francia estende il proprio impero coloniale, la cui conquista era iniziato sotto la monarchia del XIX secolo (Africa Occidentale Francese, Marocco, Tunisia, Madagascar, Indocina).

Uscita vittoriosa, ma a un notevole prezzo in termini demografici ed economici, dalla prima guerra mondiale, la Francia visse un periodo di crisi economica e politica negli anni trenta.

La Francia dichiarò guerra alla Germania assieme alla Gran Bretagna dopo l’aggressione tedesca alla Polonia il 3 settembre 1939. Tuttavia l’invasione tedesca della Francia settentrionale nel maggio 1940 portarono alla firma dell’armistizio con la Germania (22 giugno) e con l’Italia (25 giugno). La Francia del nord veniva posta sotto l’occupazione militare tedesca, mentre il Sud rimaneva libero sotto la competenza di uno Stato francese di legittima formazione.

L’Italia, che nella battaglia di Francia aveva dimostrato la propria impreparazione militare riuscendo ad avanzare solamente fino a Mentone a prezzo di moltissime vite umane, ricevette l’amministrazione di alcuni territori al confine con le Alpi. Il Parlamento affidò i pieni poteri al maresciallo Philippe Pétain, che si pose alla guida della collaborazionista Francia di Vichy.

Il nuovo regime di stampo fascista, pur formalmente neutrale, si ritrovò in alcune occasioni a battersi a fianco dei tedeschi e contro gli ex alleati, soprattutto dopo l’attacco britannico alla flotta francese stanziata a Mers el Kebir, che fu distrutta per impedire che cadesse nelle mani tedesche.

Ma il generale Charles de Gaulle, fuggito a Londra dopo la disfatta, creò il movimento “France Libre” che s’impegnò al proseguimento della guerra combattendo al fianco degli inglesi con ogni mezzo possibile. Le colonie dell’Africa Equatoriale Francese furono la base di questo movimento di riscossa francese, che portò De Gaulle entro il 1942 a ripristinare il controllo sull’intero impero coloniale africano, grazie all’aiuto americano e alla resistenza fittizia opposta dalla Francia di Vichy, ostile al proprio aguzzino tedesco.

Grazie a questa riscossa, la Francia poté comunque partecipare con proprie truppe sia all’invasione dell’Italia, sia allo sbarco in Normandia a fianco degli angloamericani. Parigi fu liberata da un esercito francese dopo che i partigiani avevano messo in fuga i tedeschi e Charles de Gaulle fu accolto come un liberatore. L’offensiva antitedesca continuò poi per tutto il 1945, permettendo alle forze francesi di invadere la Germania e stanziare un esercito di occupazione oltre il Reno.

Alla fine della seconda guerra mondiale la Francia fu inclusa a pieno titolo tra le potenze vincitrici, in virtù del costante sforzo diplomatico e militare antitedesco sostenuto, soprattutto dopo il 1942, sia nelle colonie che in patria dalla resistenza e dalle forze francesi libere. Nella Conferenza di Potsdam furono infatti riconosciuti a Parigi una zona d’occupazione in Germania e un settore di Berlino (ambedue ritagliati dalla zona britannica).

La Quarta Repubblica fu promulgata il 27 ottobre 1946, ma dovette affrontare gravi difficoltà nell’impero coloniale, prima in Indocina e poi in Algeria, oltre alla decolonizzazione attraverso negoziati. Nonostante l’instabilità politica il Paese partecipò attivamente alla creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio nel 1950, e alla firma del Trattato di Roma del 1957 come membro fondatore del mercato comune. Inoltre, la politica di sviluppo del nucleare, sia civile che militare, contribuì a una politica indipendente negli anni sessanta.

La Costituzione della Quinta Repubblica, venne adottata il 4 ottobre 1958 rendendo la Repubblica più resistente alle instabilità. Dal 1973 l’economia francese ha conosciuto un susseguirsi di crisi economiche e dei periodi di crescita lenta, con frequente alternanza al potere.

Dagli anni cinquanta, la riconciliazione e la cooperazione con la Germania hanno consentito alla Francia di svolgere un ruolo di forza trainante nel processo di integrazione europea, in particolare con la Comunità economica europea. È diventata uno dei principali paesi dell’Unione europea, a favore di un’Europa politica forte, anche se ha respinto la Costituzione europea con il 55% dei voti il 29 maggio 2005.

Fonte: Wikipedia

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