Faro della Jument, al largo di Ouessant

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Faro della Jument, Isola di Ouessant - Bretagna © Andrea Lessona

Faro della Jument, Isola di Ouessant - Bretagna © Andrea Lessona

Le correnti dell’Atlantico lo schiaffeggiano violente, fruste di mare selvaggio contro il suo fusto cemento. Eppure, dalla cupola rosso fuoco, il faro della Jument continua a fare luce e a illuminare per 19 miglia le acque a sud ovest di Ouessant, oltre la Bretagna.

Dalla punta di Porz Coret lo guardo alzarsi al largo dell’Isola dritto nella fierezza isolata: è presidio e certezza per chi naviga questa zona, una tra le più pericolose che nei secoli ha causato naufragi e morti.

Così tra il 1904 e il 1911 sfidando i flutti, il vento e la pioggia fitta che improvvisa cade dal cielo basso, uomini indomiti hanno costruito il Faro della Jument: lo hanno edificato là, su quella roccia chiamata in bretone Ar Gazek-Coz (La Vecchia Giumenta).

Dalla punta di Ouessant partivano ogni giorno carichi di pazienza e coraggio: e giorno dopo giorno lo hanno tirato su sino a 47 metri. Sette anni di lavoro duro e sacrifici intensi per dare luce a questa zona, teatro tragico di morti naufraghe.

La decisione venne presa dopo il grave incidente del 1896 quando il Drummond Castle, un battello britannico, affondò causando la perdita di 250 persone. Nonostante la volontà e la necessità di illuminare il litorale mancavano i fondi.

Arrivarono da un superstite di un nuovo naufragio: Charles Eugène Potron sfuggito allo stesso tragico destino di molti che avevano attraversato queste acque donò oltre quattrocento mila franchi per ringraziare il Cielo e sdebitarsi con Dio.

Una volta finito, Jument venne abitato in pianta stabile da tre guardiani e un cuoco. Non tutti, però, erano felici di starci: alcuni di loro, infatti, temevano il tremolio cui la struttura è soggetta a causa di un difetto di costruzione.

Poi, il 26 luglio 1991, l’ultimo incaricato non fece più ritorno e l’edificio fu lasciato solo a illuminare la via dei marinai: grazie a un sofisticato sistema di automazione ora è controllato via computer da Créac’h, il principale dei cinque fari di Ouessant.

Prima di continuare il mio giro alla scoperta dell’Isola guardo per un’ultima volta al largo verso sud ovest: nel cielo basso, blue come le acque, la cupola rossa di Jument si staglia nell’orizzonte.

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